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Nationaler Spieltag

Chiasso – 30 anni di ludoteca

Il gioco: un lavoro da prendere sul serio.

.. una definizione che può suonare strana, soprattutto se riferita a persone adulte.

Che i bambini prestino molta importanza al gioco è un fatto acquisito. Basta vedere ciò che succede quando chiediamo loro di smettere o impediamo loro di giocare. La ludoteca, con la sua raccolta di giochi da scoprire, da scegliere e prendere in prestito tende a stimolare, ad incuriosire il potenziale giocatore, nella consapevolezza che chiunque giochi e soprattutto quando lo fa con gli altri, si mette nella condizione di apprendere e di crescere intellettualmente, affettivamente e socialmente.

Ma non solo.

Se guardiamo alla ludoteca dalla parte delle animatrici volontarie che assicurano questo servizio scopriamo altri e aggiuntivi significati di questo “lavoro”. Chi sceglie di diventare ludotecaria accetta di condividere un progetto, di far parte di un gruppo, di assicurare con regolarità l’impegno assunto, di affinare le proprie competenze, … in ultima analisi accetta di mettersi in gioco. L’esperienza di quasi trent’anni di gestione della ludoteca ci conferma che se ci mettiamo in gioco è possibile guadagnarci senza necessariamente dover arrivare primi, senza dover battere gli altri.

Si può guadagnare in amicizia, grazie alle innumerevoli occasioni di scambio, di reciproca conoscenza, di collaborazione. Si impara a lavorare in gruppo, un efficace antidoto alla solitudine e all’isolamento, il che richiede impegno, capacità di investire con generosità le proprie risorse umane ancor prima delle proprie competenze. Si sviluppa la capacità di ascolto, dovendo cogliere i desideri, le aspettative, le attese degli utenti (i genitori oltre che i bambini). Si scoprono i risvolti delle diversità culturali, dove cambiano i modi ma non il desiderio di divertirsi. Si affina il senso critico nella scelta dei giochi e l’attenzione a non lasciarsi troppo sedurre dalle tentazioni consumistiche nell’acquisto di materiale ludico. Ci si sente parte attiva e stimolati a far parte di una dimensione più vasta (l’associazione, il quartiere, il Centro giovani, il Comune, il territorio regionale, …).

Tutto ciò richiede inevitabilmente uno sforzo personale, un impegno a volte fatto di fatica, ma anche il piacere dell’incontro, della scoperta, di sentirci utili e la gratificante percezione che quest’esperienza ci aiuta a crescere, a sentirci un po’ meglio. Basta mettersi in gioco!

Valeria Deschenaux

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